La Guardia di Finanza ha concluso 17 mesi di operazioni antievasione con risultati impressionanti: 9.139 evasori totali scoperti e sequestri per oltre 6,2 miliardi di euro derivanti da frodi fiscali e riciclaggio. Nell’ambito delle indagini, sono emersi 58.315 lavoratori in nero, illeciti legati ai fondi europei e PNRR, e ben 20.918 persone denunciate per reati tributari, di cui 496 arrestate. 

 

Nel primo semestre 2025, la Guardia di Finanza ha inoltre portato a termine più di 1 milione di interventi sul territorio e circa 106mila indagini su reati finanziari. Di queste, 1.118 rientravano nell’evasione fiscale internazionale, coinvolgendo meccanismi sofisticati come residenze fittizie, manipolazione di prezzi di trasferimento e capitali detenuti all’estero. 

Le frodi sui fondi pubblici costituiscono un altro fronte rilevante: oltre 14.428 controlli su risorse PNRR e su appalti, coprendo 11,3 miliardi di euro, hanno permesso di recuperare crediti indebiti per oltre 1,12 miliardi di euro da fondi Ue e 800 milioni da spese nazionali. Complessivamente, sono state 28.207 le denunce per danni all’erario; e 5.208 persone sono state segnalate alla Corte dei Conti. 

Emergono dati che sottolineano come la frode fiscale in Italia non sia un fenomeno marginale, ma strutturale. A fronte di un’economia sommersa stimata tra il 13-15 % del PIL, le operazioni della Guardia di Finanza mostrano che, senza strumenti efficaci di controllo e prevenzione, sarà sempre difficile rompere il circuito delle frodi fiscali. 

In questo scenario, si rivela essenziale implementare sistemi antifrode avanzati in grado di prevenire prima che sanzionare. Le istituzioni pubbliche e i professionisti che gestiscono, ad esempio, crediti d’imposta e fondi pubblici, devono affidarsi a tecnologie adeguate per poter certificare l’autenticità dei dati e la veridicità dei documenti presentati. Questo approccio, non solo garantisce legittimità, ma aiuta a individuare tempestivamente le anomalie evitando danni fiscali ed erariali ingenti. 

Strumenti come la certificazione documentale automatica su blockchain e l’integrazione con banche dati antiriciclaggio e fiscali, permettono di tracciare ogni documento evitando errori o frodi. Grazie alla tecnologia, i processi diventano più trasparenti e ogni anomalia è segnalata in tempo reale. 

 Conclusione 

Il maxi-sequestro da 6,2 miliardi conferma che l’Italia ha bisogno di sistemi antifrode sofisticati sul fronte fiscale e della spesa pubblica. Le soluzioni digitali che combinano certificazione avanzata, banche dati, firma digitale e integrazione automatica rappresentano oggi la risposta più efficace per contrastare i fenomeni criminosi. Realtà come Stilnet, con competenze nel settore delle certificazioni documentali e nelle tecnologie antifrode, possono supportare professionisti, enti pubblici e aziende nel rinforzare le difese, ridurre rischi e garantire veridicità e trasparenza dei dati.